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angelo_rovesciato_riduzione_ibs.jpgVenerdì 18 dicembre 2009 ore 18,45
alla Libreria della Fronda (Via Stevenson 28/30, Roma)

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Mariano Aprea, Fiorella Bassan, Massimiliano Biscuso

presentano

L’angelo rovesciato.
Quattro saggi sull’11 settembre e la scomparsa della realtà
di Attilio Scarpellini

Sarà presente l'autore

  

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un_ragazzo_qualunque_13-03-2009-ibs.jpg
 

Un ragazzo qualunque è una «discesa agli Inferi» del protagonista, il «cahier des doléances di un giovane che leva al mondo la sua voce di protesta», come scrive Don Antonio Mazzi, il noto sacerdote, dottore in Filosofia e pedagogista.

Leggi la recensione di "Famiglia Cristiana"

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Attilio Scarpellini, L'angelo rovesciato

thumb_angelo_rovesciato_riduzione_ibs.jpgQuattro saggi sull'11 settembre e la scomparsa della realtà

Una lunga riflessione articolata in quattro saggi che, a partire dall'attacco dell'11 settembre 2001, sviscera i rapporti inconfessabili tra la violenza e l'immagine.
Un'opera del presidente dell'Associazione Indipendente di giornalisti Lettera 22, Attilio Scarpellini.

L’11 settembre del 2001 il fotoreporter dell’Ap Richard Drew si ritrova a scattare un’immagine che farà epoca: un uomo cade a picco da una delle Torri Gemelle dopo l’attacco contro il Word Trade Center seguendo una linea perfettamente perpendicolare. Attorno a questa immagine L’angelo rovesciato. Quattro saggi sull’11 settembre e la scomparsa della realtà condensa una riflessione che si muove senza posa tra l’evento e il segno, tra la realtà e la sua mediatizzazione, analizzando i rapporti tra la violenza e il linguaggio e, soprattutto, tra la violenza e l’immagine.
Composto da quattro saggi – L’angelo rovesciato, La Maison de Dieu, Immagini che (non) gridano vendetta, More than Reality – il libro ripercorre a ritroso le poetiche del Novecento, soprattutto quelle dell’avanguardia, per esplorare la connessione profonda che lega una politica della distruzione a un’estetica della sparizione.

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Yves Michaud, L'artista e i commissari

thumb_artista_e_commissari_riduzione.jpg 

Quattro saggi non sull'arte contemporanea, ma su chi si occupa di arte contemporanea

  Il XX secolo ci ha insegnato che l’arte è tutto e niente: continuiamo infatti ad assistere al proliferare di correnti, tendenze ed etichette, alla varietà di oggetti considerati «arte», alle nuove categorie artistiche ed estetiche, che si aggiungono senza tregua a quelle tradizionali, per non parlare del movimento di esplorazione delle culture, che ha allargato le frontiere dell’arte, fino a farle straripare. Di fronte a una tanto cospicua varietà di aspetti è evidente che, prima di riflettere sulle qualità, è necessario capire secondo quali paradigmi identifichiamo le opere d’arte.
 

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Yves Michaud, L'arte allo stato gassoso

Un saggio sull'epoca del trionfo dell'estetica

  Gli ultimi saggi sull'arte di Yves Michaud descrivono quel «mondo dell'arte» che oggi sta diventando, in maniera sempre più invasiva, il mondo di tutti noi. 

  «Oggi il mondo è straordinariamente bello», così esordisce il filosofo francese, membro dell’Istituto Universitario di Francia e, ormai da anni, teorico dell’arte contemporanea. L’arte allo stato gassoso, saggio del 2003, solo da poco tradotto e pubblicato nel nostro Paese, è stato subito ben accolto da filosofi e critici d’arte italiani. cosa sia l’arte stessa.
  Siamo nell’epoca del trionfo dell’estetica, constata Yves Michaud: l’arte è diventata un gas, un profumo che si diffonde ovunque e sembra che tutto il mondo sia immerso in un’atmosfera estetica. 
 

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La Storia

978-88-903022-5-1.jpg.jpgMedio Oriente. L'epicentro della storia

  L’altopiano di Gerusalemme rappresenta il centro nevralgico di tutte le ormai pluridecennali tensioni internazionali, essendo un concentrato di storia, di miti, di fedi, di riconciliazioni e di vendette, di odio e di amore, detonatore di tutti i conflitti religiosi, sin dai tempi delle crociate.  La questione palestinese si impone, infatti, come un problema di rilievo internazionale, la cui soluzione oggi sembra impossibile. È giusto che gli ebrei si ritengano padroni di alcuni territori della Palestina e che occupino Gerusalemme, o forse la Città Santa deve appartenere agli arabi? Quali motivi hanno indotto Israele ad avviare una guerra di espansione territoriale contro Egitto, Giordania e Siria per annettere al proprio territorio Gaza, le alture del Golan, la Cisgiordania e la penisola del Sinai? Perché le conseguenti risoluzioni dell’ONU, che nel 1967 hanno imposto a Israele il completo ritiro dai territori occupati, e in particolare da Gerusalemme, sono state in parte disattese e hanno sortito l’effetto contrario di rafforzare l’occupazione e di rendere più violenta la repressione dei movimenti per la liberazione della Palestina?

   

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Giallo e ocra

SAN DIABLO di Manfredo Kempff 

thumb_san_diablo_fronte_small.jpgSanta Cruz de la Sierra, oggi capitale economica della Bolivia, alle porte dell’Amazzonia, fino a pochi decenni fa era solo un villaggio tropicale, con la sua vita rustica, le sue credenze, i suoi miti, il suo cinismo. Su questo sfondo da paesotto si muovono personaggi insoliti, tra le convezioni sociali dell’epoca, le credenze popolari, una storia politica nazionale distante e incomprensibile per la popolazione, come la guerra del Chaco con il Paraguay.
Le vicende tragicomiche di caratteri memorabili, con le loro passioni, allucinazioni e avventure, come Orejon, di leggendaria bruttezza, Luciano Salvatierra, incarnazione del machismo dominante, donna Zoraida, con il suo culto macabro, fanno sì che questo romanzo si inserisca pienamente nel fascino speciale della letteratura latinoamericana contemporanea, piena di colori e odori, magica e realista, fatta di personaggi umanamente veri e stravaganti allo stesso tempo, oscillanti tra senso pratico e irragionevoli pulsioni, affollata da donne forti e sofferte, da gente sospesa tra la pazzia e l’ironia.   
Manfredo Kempff è ormai nome immancabile nella letteratura latinoamericana dei nostri giorni. In queste pagine, ancora una volta, ci sorprende con un mondo pieno di contrasti, magico e terribilmente vero.

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