Jean-Luc Coudray
Jean-Luc Coudray, nato a Bordeaux nel 1960, è umorista, scrittore e autore di fumetti. La sua prima pubblicazione risale al 1987, Le Histoires de Monsieur Mouche con 17 illustrazioni di Moebius. In seguito ha pubblicato Nona e La Famille immobile, che sono raccolte di novelle umoristico-surrealiste. Spesso gli umoristi cercano di far ridere della stupidità dei loro personaggi. Jean-Luc Coudray vuole far ridere della loro intelligenza in quanto più pericolosa. Nei suoi testi si ritrovano humour e poesia come se fossero una cosa sola. Tra le sue pubblicazioni: Outrages à l’évolution, La Lune nous tire la langue, 2001 après Jésus-Christ.
Il signor curato
Fumettista e autore di novelle e racconti umoristici, Jean-Luc Coudray offre ancora una volta una prova delle sue eccezionali doti di narratore e creatore di personaggi. La scrittura agile e veloce come pennellate e l’ironia che sconfina nella poesia e nella filosofia caratterizzano questo autore francese contemporaneo.
Qui il protagonista assoluto è un curato. Coudray ci guida nel suo mondo, nelle sue riflessioni solitarie, nei suoi divertenti battibecchi con il diocesano e nella sua visione di Dio e della fede. Il curato percepisce Dio nella natura, nella forza vitale del creato. Le chiese, dice, «sono scafandri di pietra», strani oggetti dove si pensa che per incontrare Dio sia necessaria una «cassa di isolamento sensoriale».
Nella dialettica il curato ha individuato la via per giustificarsi dalle accuse del diocesano e per trarre sempre gioia e profitto dalle conseguenze delle sue azioni. È infatti convinto che «la peggior tentazione per un timorato di Dio non è la golosità, né tanto meno il sesso, ma la disperazione».
Un giorno accade qualcosa di quanto meno insolito: Lucifero, tra un impegno infernale e l’altro, si presenta al curato, e molto cortesemente gli chiede di scambiare due chiacchiere…
Traduzione di Viviana Mucci
Immagine di copertina di Philippe Coudray
Dichiarazione dell'autore
"La mia attività principale è scrivere, ma disegno anche. I miei disegni sono di profilo, come caratteri tipografici. I miei testi sono spesso brevi come i disegni. Nella maggior parte di essi la componente umoristica è dominante ed è in parte involontaria. Se è necessario raccontare delle storie per scrivere, detesto raccontare per raccontare. Tutti i comportamenti e i pensieri dei miei personaggi devono essere mossi da una necessità e questa necessità è spesso quella dell’humour".
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