Per esprimere esperienze incerte, al limite tra l’onirico e il reale, Louis Guillaume sperimenta e perfeziona lo strumento del poema in prosa, che egli stesso defisce come un genere che ben si adatta alla veggenza e alla esplorazione dei sogni, e che getta un ponte tra «simbolismo e surrealismo».
La notte parla è il frutto di questi studi: una raccolta di poemi in prosa, che nel 1961 ottenne a Rodez il premio Antonin Artaud.
L’opera risulta molto interessante da un punto di vista stilistico, come ricerca di nuove forme espressive che diano sempre più spazio all’immaginazione e all’onirico.
Come un incantatore, Louis Guillaume ammalia il lettore con le sue «immagini notturne» e lo trasporta dolcemente verso un mondo fatto di magia.
In questa edizione La notte parla è magistralmente introdotta da Jean-Yves Debreuille, docente di letteratura nell’Università di Lione.
Louis Guillaume
Poeta venuto dal mare, isolano di Bréhat, dove ha trascorso la sua infanzia in compagnia di marinai e pescatori, ha donato alla letteratura francese una delle voci più intime, sempre alla ricerca del senso nascosto delle cose, filtrate dall’esperienza onirica.
Profondamente segnato dalla lettura di Bachelard e Albert Béguin, ammiratore di Milosz e amico di Max Jacob, è considerato in Francia uno dei padri della poesia in prosa. La sua opera, mai pubblicata prima in Italia, si rivela pienamente con Plein absence, 1947, Ecrit de Babylone, 1950, Noir comme la mer, 1951, Chaumière, 1951, Etrange Forêt, 1953, La Feuille et l’épine, 1956.
Traduzione di Viviana Mucci
Leggi la prefazione di Jean-Yves Debreuille