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SAN DIABLO di Manfredo Kempff
Santa Cruz de la Sierra, oggi capitale economica della Bolivia, alle porte dell’Amazzonia, fino a pochi decenni fa era solo un villaggio tropicale, con la sua vita rustica, le sue credenze, i suoi miti, il suo cinismo. Su questo sfondo da paesotto si muovono personaggi insoliti, tra le convezioni sociali dell’epoca, le credenze popolari, una storia politica nazionale distante e incomprensibile per la popolazione, come la guerra del Chaco con il Paraguay.
Le vicende tragicomiche di caratteri memorabili, con le loro passioni, allucinazioni e avventure, come Orejon, di leggendaria bruttezza, Luciano Salvatierra, incarnazione del machismo dominante, donna Zoraida, con il suo culto macabro, fanno sì che questo romanzo si inserisca pienamente nel fascino speciale della letteratura latinoamericana contemporanea, piena di colori e odori, magica e realista, fatta di personaggi umanamente veri e stravaganti allo stesso tempo, oscillanti tra senso pratico e irragionevoli pulsioni, affollata da donne forti e sofferte, da gente sospesa tra la pazzia e l’ironia.
Manfredo Kempff è ormai nome immancabile nella letteratura latinoamericana dei nostri giorni. In queste pagine, ancora una volta, ci sorprende con un mondo pieno di contrasti, magico e terribilmente vero.
San Diablo tradotto per la prima volta in italiano è il terzo romanzo del diplomatico e giornalista Manfredo Kempff, dopo Margarita Hesse (Edizioni Idea, 2008).
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Manfredo Kempff Suarez è nato a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) nel 1945. Diplomatico, giornalista, si è ormai affermato come scrittore di successo, molto apprezzato dal popolo latinoamericano e spagnolo. Tra i vari incarichi diplomatici all’estero, è stato ambasciatore della Bolivia in Spagna, Argentina e Uruguay. Ha ricoperto inoltre importanti ruoli governativi, tra cui vice ministro degli Esteri e ministro dell’Informazione nel suo paese. Attualmente è membro dell’Accademia Boliviana della Lingua e corrispondente dell’Accademia Reale Spagnola.
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Margarita Hesse, secondo romanzo del boliviano Manfredo Kempff Suarez, per la prima volta tradotto in Italia, narra la parabola di Tomas del Riego, politico affermato che scivola nel baratro dell'infamia e della solitudine per colpa di una donna. Margarita è la sua amante, una donna divisa tra l'amore per il suo Tomas e la voglia di potere. La presunta pazzia e le rivelazioni di Margarita portano alla rovina del governo e dei suoi ministri, finché non diventerà lei la protagonista della nuova scena politica.
Una trama coinvolgente, raccontata in uno stile scorrevole e un personaggio memorabile come Margarita Hesse, una donna che, grazie alla sua presunta pazzia, emerge da un ambiente maschilista, conservatore e ipocrita…
Margarita Hesse con i suoi particolari risvolti psicologici e politici, ha consacrato le qualità letterarie e creative dell’autore.
Incipit
"Non so perché scrivo oggi, nella solitudine in cui mi sono ritirato. Forse è una confessione giudiziale, una lettera alla mia famiglia, una prova nel caso fossi assassinato o, semplicemente, il mio testamento. Forse non è niente di quel che suppongo e quando avrò finito di scrivere questi ricordi che mi mortificano, li butterò nel cestino della spazzatura. Solo Dio sa che sarà di questi paragrafi e solo Lui sa che sarà di me, ateo fino a ieri.
Sono Tomas del Riego, un uomo che ebbe tutto e che è stato rovinato dalle impertinenze di una donna che lo ha fatto perdere. Lei si chiama Margarita Hesse e nonostante tutto il male che mi ha fatto, apparentemente per un’arteriosclerosi o una nevrosi o per un rancore nato dallo scoprire che le sono stato infedele con una ragazza che ha la metà della sua età, va dicendo ai quattro venti che mi ama. E così racconta a tutti che è la mia amante e mi svergogna pubblicamente... "
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